A Fiesole in mostra il mondo dei Longobardi

– La mostra è stata prorogata al 30 Aprile –

In mostra al Museo Archeologico di Fiesole manufatti e gioielli appartenenti alla cultura Longobarda. Si tratta dell’occasione per ammirare in un’unica esposizione tutti i reperti longobardi ritrovati a Fiesola. di cui la maggior parte mai esposti al pubblico. La mostra vuole anche celebrare il centenario del Museo stesso.

Fibule, aghi crinali, raffinati manufatti in vetro, gioielli, ma soprattutto armi: spade, cupidi di lance, coltelli e punte di freccia. E poi ornamenti di cinture, vasellame e utensili vari. Un insieme di oggetti che facevano parte della vita quotidiana della popolazione Longobarda e che ci aiutano a capire meglio la loro cultura.

Umbone di scudo longobardo, finemente decorato

Umbone di scudo longobardo, finemente decorato

L’itinerario della mostra, curato dal Conservatore dei Musei di Fiesole, Marco De Marco, e da Giuseppina Carlotta Cianferoni, Funzionario della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, presenta una sessantina di reperti databili fra gli ultimi decenni del VI e tutto il VII secolo, che sono stati rinvenuti in contesti di sepolture, le cui prime scoperte risalgono alla fine dell’Ottocento.

Giunti nell’Italia centrale come conquistatori, i “barbari” venuti dal Nord si appropriarono di luoghi e pratiche culturali delle culture conquistate. I reperti mostrati ci raccontano quindi una storia di sincretismi e contaminazioni, in cui la tradizione longobarda si è stemperata in quella delle popolazioni romanizzate che avevano incontrato sul loro cammino.

Ricostruzione di una sepoltura di un guerriero longobardo

Ricostruzione di una sepoltura di un guerriero longobardo, ricostruita in occasione della mostra

I manufatti esposti non ci presentano una popolazione di rudi guerrieri, come spesso vengono rappresentati: i gioielli cesellati e le intricate decorazioni – anche sulle armi – ci raccontano una storia molto diversa fatta di èlites ricche e dal gusto raffinato.

Il risultato è un’affascinante rilettura del nostro passato, che in fondo forse riguarda anche il nostro presente: la dominazione longobarda ha lasciato profondi segni nell’Italia centrale, di cui alcuni evidenti – i toponimi di molte località – e altri più nascosti: una recente indagine europea ha dimostrato infatti che proprio in Toscana è ancora presente un’eredità longobarda nel DNA della popolazione.

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